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35 LA PIZZA SINODALE di Mons. Carlo Galli

Categoria: C- Rapporti con gli altri preti Pubblicato: Venerdì, 08 Aprile 2016

Ieri si è tenuto un incontro decanale del clero. Non c’era l’esperto da ascoltare e le domande da formulare; non è stato neppure un momento solo organizzativo di cose fare. Attorno ad un problema pastorale di urgente interesse comune, si è creato un clima di grande libertà nel prendere la parola, ma soprattutto un intenso e rispettoso ascolto dei confratelli.

Tornando a casa mi sono detto: ma perché va persa, in gran parte, tanta esperienza e sapienza pastorale, raccontata in “briciole”, ma per questo non meno valida, di sacerdoti, non sempre attrezzati per fare discorsi organici o per scrivere in modo compiuto su un tema, ma che di fatto diventano, nella stima che raccolgono, riferimenti critici e orientativi ? Bisogna provare dei canali, meno ufficiali e titolati, che rendano possibile questo. Quando si dice che bisogna sollecitare il dialogo all’interno delle istituzioni, credo si intenda, che debba migliorare l’ascolto istituzionale, senza sminuire la funzione delle attuali strutture. Nei piccoli gruppi, informali, emergono dal fondo di vissuti sacerdotali, non solo pareri ed opinioni, ma pure passioni, investimenti emotivi, sofferenze relazionali, soddisfazioni e gioie pastorali, tutto un mondo tenuto riservato o per motivi caratteriali, o più ancora per la difficoltà ambientale nel farsi ascoltare. Non sempre è pettegolezzo o sfogo, come troppo spesso si pensa e si giudica. Ha valore non solo il discorso compiuto e competente, ma pure la testimonianza, umile nelle parole,non sempre organica nel pensiero, ma vera nei fatti. Una “pizzata” tra coadiutori di una zona pastorale per raccontarsi realizzazioni e fallimenti, fatiche ed entusiasmi, può essere un gesto (uso una espressione grossa) “sinodale”. Non un momento con responsabilità decisionale , ma con spirito di ascolto, valutazione critica, di vero e sincero confronto, necessari per condurre, in unità, l’azione pastorale.  Forse ci vuole un poco più di coraggio e di semplicità. Certo non tutti sentono questa esigenza, ma ritengo importante, che tanto buon esempio, sia conosciuto in ambiti più vasti. Non si tratta di aprire una agenzia per la ricerca dei santi , o una trasmissione tipo “saranno famosi”, ma di credere che nei nostri incontri, quando nel comunicare vi è spirito di fraternità e ubbidienza, vi è “ sinodalità “. Tanto nel proporre quanto nel criticare, nel valutare limiti e difetti o  nell’offrire suggerimenti e collaborazione.  Nel dialogo salviamo lo stile, mi diceva un confratello... e lo stile è salvo se si sa ascoltare... aggiungeva.                          

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