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93 – IL CONSIGLIO PASTORALE (CP) – EDITORIALE

Categoria: D - Rapporti con i laici Pubblicato: Venerdì, 13 Settembre 2019

Una premessa. Dal discorso di papa Francesco alla CEI del 20 maggio 2019: “In occasione della commemorazione del 50°anniversario dell’istituzione del Sinodo dei vescovi, tenutasi il 17 ottobre 2015, ho voluto chiarire che il cammino della sinodalità è il cammino che Dio si aspetta dalla chiesa del terzo millennio (…) è dimensione costitutiva della Chiesa, così che quello che il Signore ci chiede, in un certo senso, è già tutto contenuto nella parola sinodo”.

Il Consiglio Pastorale è la struttura centrale, la guida della Parrocchia, chiamata a muoversi in modo sinodale. L’ambito del suo compito è lo stesso di quello del parroco: il Consiglio Pastorale ha infatti il compito di consigliarlo.

Un particolare compito del Consiglio Pastorale è quello di comunicare con la comunità attraverso un notiziario, senza pretese grafiche. Dovrebbe essere il luogo in cui i fedeli testimoniano come le loro scelte di vita sono ispirate al vangelo, scelte anche contro corrente, e si distaccano da scelte solo interessate. Questo nei vari ambiti di vita: nella cura della propria formazione, nel coltivare il rapporto tra sposi, nell’opera di educazione dei figli, nell’accompagnare la crescita dei figli adolescenti e giovani, nella cura dei malati, nel dare giudizi sulla vita sociale, nell’esprimere la cultura cristiana confrontandola con le varie culture che sono presenti e si impongono. Tutto questo evitando di incentrarsi sugli eventi solo ecclesiali come le celebrazioni delle prime comunioni, delle cresime, dei battesimi, delle feste religiose. Il notiziario dovrebbe essere diffuso non solo tra quanti frequentano la comunità parrocchiale, ma anche ad esempio tra coloro che hanno celebrato sacramenti nella parrocchia, tra coloro che hanno manifestato interesse al dinamismo dei fedeli…

Si potrebbe così realizzare l’ “ovile”, cioè un luogo dove fedeli si trovano tra loro accogliendo persone che desiderano incontrarli per avvicinarsi a una fede vissuta.

Per guidare bene la parrocchia le varie azioni della chiesa devono essere ben identificate poiché attorno a ognuna di esse si impegna un gruppo di operatori. E’ necessario che ogni gruppo abbia un coordinatore con il compito di guidare il gruppo e di tenere il rapporto con il parroco.
I fedeli che si impegnano a compiere un’azione della chiesa si ritrovano per decidere insieme come compierla, avendo presente la propria preparazione e la propria disponibilità: non sono semplici esecutori. Va evitato che sia il parroco a chiedere singolarmente alle persone che “facciano questo o quello”.

Nel mese di ottobre ci sarà il rinnovo dei Consigli Pastorali. C’è il pericolo che si risolva in una specie di opera di cosmesi. Cioè si guarda quello che c’è in parrocchia e si fanno ritocchi, magari proponendo una più valida organizzazione.
In realtà non bisogna partire guardando quello che c’è, ma descrivendo l’opera di evangelizzazione che si vuole fare, per poi presentare come la parrocchia intende sviluppare la sua azione.

L’esperienza del Consigli Pastorali passati a volte non è positiva anche perché non si tiene conto che la sinodalità esige più cose: che il Consiglio sia libero nelle sue scelte e nel suo modo di procedere: con la presenza di un moderatore che lo guida, di un segretario che relaziona il suo lavoro, di una giunta che col parroco forma l’O.d.g.

Ti invitiamo a confrontarti con questa presentazione dei tratti essenziali del Consiglio Pastorale.
Se non sei d’accordo prova a esprimere in che modo intendi procedere, rispettando il desiderio di Papa Francesco indicato all’inizio dell’articolo. 

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