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99 – COME UN “PROGRAMMA PASTORALE” PRESENTA IL SERVIZIO LITURGICO – Editoriale 29

Categoria: H – Ministero della liturgia Pubblicato: Lunedì, 03 Febbraio 2020

Il servizio liturgico consiste nella realizzazione delle azioni rituali (sacramenti, sacramentali, preghiera della chiesa) nelle quali da una parte Cristo risorto – secondo la sua promessa – si fa presente, convoca la Chiesa per incontrarla e nutrirla con la sua parola e il dono dello Spirito Santo; e dall’altra la Chiesa va incontro al suo Signore esprimendosi con riti idonei e preparati con arte, segno della sua accoglienza e del suo amore.

Proprio perché i riti devono essere idonei, la Chiesa con somma cura li ha già predisposti per cui non resta che eseguirli: con una previa diligente preparazione e con calma poiché essi devono dare figura e direzione ai pensieri, ai desideri, agli affetti. Proprio perché sono segno dell’amore attuale della Chiesa vanno celebrati con creatività e con attenzione all’attualità.

Poiché coinvolta nel movimento d’amore che attrae Cristo verso il Padre e verso i fratelli, la persona è presente con la freschezza dei suoi atteggiamenti, il dispiegamento della vita intellettuale e affettiva, il gusto dei problemi, la passione per i bisogni umani, il vivo senso dell’attualità, considerata come una serie di eventi, di problemi, di attese umane che invocano la presenza di Dio in Gesù per essere pienamente interpretati e affrontati con amore.

L’azione sacra è composta di riti anche complessi, che è bene siano sviluppati con cura.

Per fare questo è di grande aiuto la presenza di collaboratori del celebrante; essi permettono che il significato della liturgia sia vissuto.

Alla attività liturgica presiede il Consiglio liturgico (o Gruppo liturgico), formato da tutti gli animatori liturgici e coordinato dal coordinatore-responsabile della liturgia.


L’animatore della liturgia è il primo collaboratore di chi presiede la liturgia, ed è normale che si accordi con lui prima di ogni celebrazione liturgica.

E’ un ministero di sintesi, che esprime la sensibilità, il tono dell’assemblea e lo favorisce.

Si acquisisce la capacità di animatore lentamente, più “facendo” che non attraverso insegnamenti astratti.

L’animatore della liturgia guida l’assemblea nella partecipazione alla celebrazione e ne esprime l’unità in quei momenti della liturgia nei quali il celebrante esercita direttamente il ministero di Gesù Cristo.  

 

Ministero del lettore è la proclamazione della sacra scrittura, eccetto il Vangelo.

Il lettore propone anche le intenzioni della preghiera dei fedeli e recita il salmo responsoriale.

Si tratta di un vero e proprio servizio alla parola per mezzo della quale Dio parla al suo popolo ed a coloro che secondo il suo disegno attira a sé.


Il canto. I fedeli che si radunano nell’attesa della venuta del loro Signore sono esortati dall’apostolo a cantare insieme “salmi, inni e cantici spirituali”. Infatti il canto è segno della gioia del cuore, perciò dice molto bene S. Agostino: “Il canto è proprio di chi ama”, e già dall’antichità si formò il detto che “chi canta bene prega due volte”. (Introduzione generale al Messale Ambrosiano, n. 19).

 

Il ruolo di ministri all’altare tradizionalmente veniva affidato ai ragazzi ma “il loro ruolo dovrebbe essere ricoperto non solo da ragazzi e ragazze ma anche da giovani e adulti.”. (Sinodo 47°, n. 54. d).

Esiste un gruppo di ragazzi, i chierichetti, che seguono particolari incontri di preparazione.

 

Ministranti dell’assemblea.  Venne il giorno degli Azzimi, nel quale si doveva immolare la vittima di Pasqua. Gesù mandò Pietro e Giovanni dicendo: “Andate a preparare per noi la Pasqua perché possiamo mangiare”. Gli chiesero: “Dove vuoi che la prepariamo?”. Ed egli rispose: ”Appena entrati in città vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua. Seguitelo nella casa dove entrerà e direte al padrone di casa: “Il maestro ti dice: Dov’è la stanza in cui posso mangiare la Pasqua con i miei discepoli?” Egli vi mostrerà una sala al piano superiore, grande e addobbata, là preparate. (dal Vangelo di Luca 22, 7-13)

E’ dunque Gesù stesso che rivolge l’invito a preparare con cura il luogo della celebrazione.

Si tratta di un servizio legato all’esercizio della liturgia che mette a disposizione, al momento giusto, gli elementi rituali necessari per la celebrazione. Quest’attenzione costante è una parte non secondaria del respiro dell’azione liturgica e deve svolgersi con intesa ed armonia con il celebrante e l’animatore della liturgia.

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