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75 L’ASCOLTO DELLA PAROLA SECONDO MARTINI di Gregorio Valerio

Categoria: I – Ministero della catechesi e della mistagogia Pubblicato: Sabato, 29 Settembre 2018

Martini, nel periodo di passaggio al nuovo Millennio, ripeteva spesso che il futuro della Chiesa è legato all’ascolto della Parola.  L’affermazione risulta più efficace se detta così: “La Chiesa non avrà futuro se non ripartirà dall’ascolto della Parola!”.

Quell’insegnamento mi colpiva, ma conoscendo l’amore del Cardinale per le Scritture, mi sembrava un tantino, “di parte”, esagerato: ci sono altre cose dalle quali dipende il futuro della Chiesa. Adesso ne sono invece pienamente convinto, è una verità che mi si è radicato dentro. La Parola è il terreno di coltura della Chiesa: senza di esso non cresce, perde identità, si annacqua, si adegua a una visione della vita che non ha nulla di autenticamente cristiano e a una condotta magari buona, ma che non ha nulla di originale. Una realtà magari carina tra le tante, ma in fondo insignificante. Non luce, non sale, al più luce smorta e sale scipito.

Addirittura, non soltanto la Chiesa, ma l’uomo stesso, se non si apre all’ascolto della Parola, è destinato all’insignificanza. Lo dice chiaramente Gesù nella parabola del Seminatore: l’uomo è un terreno, rimane arido, infecondo, deserto, se non accoglie il “seme” della Parola, che lo rende giardino meraviglioso.

 Ascolta!: è l’imperativo più frequente della Bibbia. Vorrei sottolinearne l’importanza, evidenziarne tre morivi.

 Colui che ascolta presta attenzione a chi gli rivolge la parola. Arricchisce la sua esistenza con la relazione che la fonda e la spiega, cioè con Dio, Padre, Principio della vita. E si arricchisce (come del resto arricchisce ogni relazione vera di amore) nella mente e nel cuore.

  1. Chi ascolta, porge l’orecchio a Dio nella convinzione che Dio è il tutto per l’uomo, il suo punto di riferimento. L’ascolto ri-assegna a Dio la parte dell’attore protagonista nel palcoscenico della vita. Posto che gli viene tolto dal peccato “originale” (trasmesso a tutti!), il quale invece l’ha relegato al ruolo di comparsa se non lo ha addirittura buttato giù dal palcoscenico.
  2. L’ascolto è arricchimento della mente perché offre risposta ai quesiti fondamentali. L’ascolto è luce. “La tua parola è lampada per i miei passi”. Molti parlano proponendosi come maestri. Nella confusione delle mille verità, la Parola diventa bussola di orientamento riguardo al significato dell’esistenza e alla giusta condotta da tenere.  Rivela la sorgente e indica la foce, perché innalza alla mente e al cuore di Dio dal quale tutto ha origine e tutto prende significato. 
  3. Con l’ascolto, il cuore dell’uomo si stupisce, si intenerisce e si infiamma intuendo che le parole che gli vengono rivolte sono le parole di un Amante! Con l’ascolto ci si pone in un’incredibile esperienza di amore, grande, immeritato, radicato in Dio Padre ricco di amore e di misericordia. "Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni… tu sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno di stima e io ti amo (cfr Is 43).

 

E’ stupefacente, cosa da trattenere il fiato, gustare le meraviglie della vita e della natura non con l’occhio del disperato, che prima o poi tutto dovrà lasciare, ma con la gioia del figlio che le guarda e gusta anticipo della infinita ed eterna eredità di luce e di amore che lo attende.

L’uomo riscopre la sua altissima grandezza. E  la storia il suo orientamento verso la pienezza e non verso la catastrofe.

La Parola libera dell’ignoranza e dalla menzogna.

La Parola libera dalla solitudine e dalle angustie dell’egoismo e si offre come la “carta costituzionale” del mondo nuovo.

 Tutto è legato all’ascolto.

La comunità cristiana ha la missione di tenere aperto all’umanità il Libro, di saperlo leggere con attenzione e amore, e di saperlo proporre, con la bocca senz’altro, ma prima con uno stile di vita originale. La Chiesa è custode dell’Alleanza con Dio, Alleanza che è patto di sangue stipulato sulla base delle parole del Libro; è maestra di verità; è frutto dell’amore.

 E’ bello così sognare insieme il futuro dell’umanità tutta riconquistata all’intimità con Dio, mediante le parola del profeta Osea: “Un giorno io, il Signore, la riconquisterò. La porterò nel deserto e le dirò parole d’amore” (Osea 2,16).

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