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44 SULLA PREGHIERA di Don Gregorio Valerio

Categoria: M - Autoformazione Pubblicato: Sabato, 23 Luglio 2016

Diffondere la passione per la preghiera è tra i miei più grandi desideri. Ma che cosa è preghiera?

La parola è la stessa, preghiera, ma la realtà alla quale si pensa, non è la stessa. Conviene allora chiarire bene, innanzitutto a me, che cosa intendo per preghiera. Lo faccio con immagini: è spalancare la porta per aprire la mia intimità all'Altro; è invitare un amico ad accomodarsi in poltrona nonostante io abbia molte cose da fare: il fatto  che sia lì, che mi veda, offre l'opportunità di scambiare qualche parola di tanto in tanto, di confidare impressioni, di chiedere consiglio, di manifestare la gioia d'averlo vicino; è mettere la tua mano in quella sicura di chi ti conduce con amore come compagno di viaggio nella strada piena di avventure che è la vita. Il salmo 22 ricorre all'immagine del "pastore" che guida, consiglia, conforta nei momenti di buio: mi piace e dice bene che cos'è preghiera, rapporto personalissimo di amore, fiducia e abbandono.

Il cuore della preghiera dunque è la certezza che Dio mi ama, m'ha voluto, mi accompagna, mi aspetta. Per questo l'iniziativa della preghiera è sua: incredibilmente gli interesso così tanto che mi si affianca.  La preghiera è il mezzo, lo strumento per scoprire e alimentare questo inimmaginabile rapporto d'amore voluto da Dio, che ha la sua sorgente nel suo cuore di Padre e che cerca eco nel mio di figlio.

Mi capita spesso di iniziare l’omelia funebre raccomandando di pregare (le bocche chiuse sono proprio un brutto spettacolo). “Ma io le preghiere non le ricordo più”, qualcuno così s’è giustificato. La preghiera intesa come la ripetizione di una poesia cancellata ormai dalla memoria. “Sai perché in realtà non preghi?”, ho risposto. “Non perché hai dimenticato “la poesia”, ma perché sei cieco. Se vedessi chi da sempre ti sta al fianco, ti ha voluto, ti accompagna con sguardo d’amore, ti confideresti senza bisogno di parole imparate a memoria. Magari per protestare, ma forse per ringraziare stupito, chiedere consiglio, tendere una mano per avere sostegno… Non preghi perché sei cieco!”.

Come si concretizzi poi la preghiera è un'altra questione. Quante preghiere e quante pratiche più o meno belle ed efficaci! Ognuno scelga le sue, purché raggiungano lo scopo indicato. Guai al formalismo o al legalismo. Quel Tizio uscendo di chiesa la domenica si diceva soddisfatto: "Anche questa è fatta!": ahimè, come se avesse pagato la sua tassa settimanale. La preghiera esiste soltanto là dove ci sono l'amore e il desiderio. La verifica della sua esistenza è l'aumento o meno dell'intensità del rapporto con il Signore. Un rapporto che qualche volta è reso affascinante dal sentimento, ma che sentimentale non è né deve essere. Si traduce infatti nell'impegno di cercare e portare a compimento la sua volontà giorno dopo giorno, nel posto assegnato a ciascuno dal Signore.

Lo stile moderno di vita condiziona tantissimo la preghiera, e in maniera negativa, perché fa perdere il senso dell'importanza della persona, e anche di Dio quindi. Infatti l'ansia di fare le mille cose che sembrano importanti accantona e posticipa quelle che davvero lo sono, cioè i rapporti personali. Chi ci va di mezzo? La persona, cioè l'amore. L'amore per il coniuge o per i figli è supposto e non più coltivato perché "non c'è tempo" o si è stanchi. E così a poco a poco appassisce. La stessa cosa vale per l'amore nei confronti di Dio e quindi per la preghiera.

Per rinnovare la vita familiare bisogna ridare tempo e precedenza alla moglie, al marito, ai figli, cioè all'amore: l'amore è  il tesoro vero, la fonte della gioia, la bellezza entusiasmante della vita. Così per rinnovare la preghiera occorre ridare tempo e precedenza, stupiti, a Dio e al suo amore, all'amore che ci ha voluto e ci sostiene. La certezza di questo amore è gioia profonda, luce, coraggio, conforto. La preghiera è questa riconversione.

So per certo che colui che è sicuro d'aver trovato il vero tesoro, è capace di rischiare tutto il resto pur di averlo.  La preghiera è il vero tesoro della vita, la fonte della gioia, la luce che dà colore e forma a tutto. Uccide la fretta, la superficialità e la disattenzione. Esalta i rapporti d’amore che soli appagano il cuore. Privilegia il rapporto con Dio che dà origine a tutto ed è la meta finale di tutto.  

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