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39 L’EDUCAZIONE DELLA CAPACITA’ SESSUALE di don Alberto Sacco

Categoria: O - Pastorale Educativa Pubblicato: Lunedì, 18 Aprile 2016

I preti più anziani riconosceranno facilmente che l’educazione della capacità sessuale allora praticata consisteva nell’osservanza del sesto comandamento, quindi una educazione soprattutto  morale che non toccava il senso della sessualità.

Di fronte agli educandi  ponevano la legge, chiedendo l’impegno di osservarla, pena la conseguenza di un peccato mortale.  Nel “de sexto” non era ammessa la “parvità” di materia. In nome della legge gli educandi erano  costretti a una lotta contro se stessi, che negli insuccessi portava tristezza, svalutazione di sé. Non c’era spazio alla gioia in questa educazione.
Da tempo le giovani generazioni si sono affrancate da questa educazione, e non ricevendone un’altra  si sono mosse a realizzarsi facendo proprie esperienze senza pensare di dover rendere conto  agli uomini.E nemmeno  a Dio. Seguendo cioè i propri impulsi, ritenendo cosa naturale i rapporti sessuali anche all’inizio dell’adolescenza.
Da una parte abbiamo una legge che porta a soffocare gli impulsi, dall’altra abbiamo l’affermazione di una libertà senza leggi.
Si può uscire da questa impasse ponendo al centro dell’educazione sessuale la comprensione del suo senso.
 Occorre cioè partire dalla persona sessuata, chiamata a realizzarsi attraverso la via dell’amore. Già il bambino e il ragazzo devono essere educati ad amare.
Si può partire dall’amore umano per poi  scoprire il suo collegamento con l’amore di Dio, o il contrario (percorso meno praticato). “Rispetto all’Antico Testamento la rivelazione dell’amore si è come capovolta: i profeti partivano dall’amore umano per comprendere qualcosa dell’amore invisibile di Dio;  nel Nuovo Testamento si parte dall’amore di Dio, che si è reso visibile in Cristo, per comprendere l’amore dell’uomo.”  (Bruno Maggioni. Alla radice della sequela, pag. 56.)   Così  l’attrazione verso la donna (parlo da uomo) che sorge nell’età adolescenziale va inquadrata nella fondamentale educazione all’amore. Non l’amore prigioniero degli impulsi istintivi o dei sentimenti, ma l’amore come volere il bene dell’altra persona la cui diversità intimidisce, incuriosisce e attrae nello stesso tempo. L’attrazione è un gran bene perché fa uscire da un egocentrismo radicato, da una chiusura sulla propria persona, ma corre il rischio di non avvicinare all’altra persona come è nella realtà, nella sua storia.
Per arrivare a conoscere veramente l’altra persona occorre fare un lungo cammino di confronto dei suoi desideri con i propri, dei suoi giudizi, della sua apertura al mondo, dello stile con il quale si muove, della sua concretezza…  Questo confronto è possibile agendo in compagnia per scopi belli e buoni, attraverso  l’agire a beneficio di altri, incontri culturali, gite in montagna…
Quando l’attrazione è guidata da un autentico amore alla persona, allora si comprende che vale la pena di crescere tenendo sotto controllo impulsi sessuali e sentimenti che vorrebbero essere soddisfatti immaturamente. L’attesa e la speranza di arrivare ad amare con tutto se stessi diventa sentito come un bell’ideale da raggiungere.
Una educazione sessuale di questo tipo soddisferebbe sia l’obbedienza al comandamento sia il desiderio di muoversi in libertà in questo campo.  Già, ma chi educa oggi così? Questa è solo l’indicazione di una modalità educativa che andrebbe analiticamente sviluppata.
In questo modo di crescere le mancanze sono considerate come inciampi lungo un cammino  e non come cadute in libertà. Anche nel “de sexto” si possono commettere peccati solo veniali. E’ vero che come dice San Paolo “qualsiasi peccato l’uomo commetta è fuori del suo corpo, ma chi si dà all’impurità pecca contro il proprio corpo” (1Cor.6, 19). Per questo è molto facile commettere il peccato di impurità. E si può comprendere che la Chiesa abbia calcato la mano con la speranza di tenere lontani i fedeli da questo peccato. Ma allora – come ho ricordato –  l’educazione sessuale era solo sotto il segno del comandamento e non era legata allo sviluppo da realizzare nell’amore.
Da ultimo possiamo ritenere che forse il riprendere un cammino positivo nella vita dopo una educazione rigida sia meglio che il suo contrario. Infatti gli errori  legati a un esercizio selvaggio della propria libertà pesano assai anche dopo una conversione. Ma comunque ciò che importa è collegare la capacità sessuale alla capacità di amare: e che quindi ci siano educatori capaci di farlo già con gli adolescenti.                                                                             

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