JoomlaTemplates.me by Discount Bluehost

89 - SULLA PARTECIPAZIONE DEI FEDELI ALLA VITA POLITICA - EDITORIALE

Categoria: R – Pastorale sociale Pubblicato: Lunedì, 08 Luglio 2019

E’ una grande amarezza constatare che l'invito ai cattolici di entrare nella politica, fatto da Papa Francesco diversi mesi fa e dal Card. Bassetti alcuni mesi fa non è stato ancora accolto!

Constatiamo che per le elezioni europee i cristiani sono stati abbandonati a sé stessi.
Leggiamo in una inchiesta che il 27% di quanti hanno votato la Lega si erano dichiarati cattolici praticanti.
E questo verrebbe accettato come normale dai cristiani, senza alcun giudizio.
Ricordiamo che il sig. Salvini  ha risposto all’esortazione del Papa ad accogliere gli immigrati,  dicendo che il Papa deve interessarsi delle anime (sottintendendo che è lo Stato che deve intervenire liberamente sull’aspetto sociale, politico, economico). Tempo addietro il sig. Salvini aveva fatto proprio il detto “Libera chiesa in libero stato”.
Leggiamo su Avvenire del 25 giugno che il sig. Salvini, all’arcivescovo di Torino Nosiglia che si era offerto ad accogliere i 42 migranti sulla nave Sea Watch, rispose spiegando che cosa la chiesa può permettersi nella sua azione per i poveri e che cosa non deve neppure azzardarsi a pensare.
Poco tempo fa il sig. Salvini disse di essere un cristiano peccatore: ha divorziato, va a messa due o tre volte all’anno… Lo disse con un tono familiare, come a dire che era simile a tanti cristiani. Pensava così di farsi accogliere come uno di loro.
In un’altra occasione, disse che dopo le elezioni europee, riprenderà il discorso con i cattolici. L’ha detto consapevole che non è a loro ben gradito. Parla di riprendere il discorso con i cattolici, non con la Chiesa. Per lui il Papa e i Vescovi sono i burocrati della Chiesa: meglio evitarli. Pensa invece di fare dei cattolici “suoi followers”.
Inoltre il sig. Salvini ha fatto riferimento alle “radici cristiane” della nostra società. In conclusione quando il sig. Salvini afferma di essere cristiano, lo è nel senso dato da Benedetto Croce che, ateo, disse: “Non possiamo non dirci cristiani”. Ma quando il sig. Salvini tira fuori il rosario, il vangelo, il crocifisso, allora si può chiedergli conto di come vive il vangelo nella sua vita privata: perché il cristiano deve esserlo nella sua vita privata prima che nella vita sociale.

Constatiamo che tra i cristiani c’è confusione, non è loro chiara la differenza tra chi è cristiano nel senso dato da Benedetto Croce (e dal sig. Salvini e i suoi followers) e chi è cristiano nel senso dato dal vangelo.

Intervenuto il 15 giugno per il convegno internazionale “L’attualità di un impegno nuovo” il Card. Bassetti ha invitato tutti gli uomini e le donne a prendersi cura del paese “senza piegarsi a visioni ideologiche, utilitaristiche o di parte, senza seguire lo spirito del mondo e i pifferai magici delle promesse facili”. Ma occorre che qualcuno identifichi e condanni lo spirito del mondo e le promesse facili. E inoltre che permetta ai cristiani di arrivare a giudizi abbastanza validi sulle attività politiche. Chi sarebbe quel qualcuno?

Entriamo al centro di un grosso problema attuale.
Papa Francesco insiste perché la chiesa non entri nella vita politica. Si tratta di una vera rivoluzione poiché possiamo dire che fino ai nostri giorni la chiesa è entrata in un modo o in un altro per influire sulle scelte politiche. E molti pensano ancora in questo modo: ad esempio i vescovi del Lazio, come appare dal loro documento fatto leggere in tutte le chiese del Lazio nel giorno di Pentecoste.

Siamo al punto centrale. Occorre che giudizi cristiani, circa i fatti che sono campo della politica siano dati da un gruppo di laici competenti, con giudizi fondati sulla rivelazione. Nei mesi che precedettero l’Assemblea della Chiesa italiana a Verona, dal 16 al 20 ottobre 2007, i Gesuiti avevano chiesto su Aggiornamenti sociali che si istituisse un “Senato di laici” che rappresentasse tutti i laici. Fu risposto “no!”. Proprio un simile Senato (lo potremmo chiamare “Sinodo dei laici”, cioè il camminare insieme dei laici) mi sembra assolutamente necessario che si formi oggi. Per quanto riguarda l’attività politica avrebbe il compito di dare giudizi a partire dal vangelo sulle varie realtà sociali: non quindi su quanto dicono i vari partiti politici! Così i semplici cristiani avrebbero l’aiuto per confrontare quanto dice il vangelo e quanto dicono i vari partiti politici sulle varie questioni sociali. Come formare questo Sinodo dei laici? Sarebbe sufficiente che più laici preparati si aggregassero, con un nome identificativo e cominciassero a produrre. Strada facendo potrebbero accogliere nuovi collaboratori, organizzarsi, ad esempio differenziando i compiti.
So che se ne parla, ma ancora non si è fatto niente. Perché? Potrebbe essere perché mancano laici preparati (ma questo non sembra vero). Potrebbe essere perché non si vuol riconoscere loro l’autonomia necessaria circa i loro giudizi. Oppure perché ci sono resistenze da parte di vescovi che non vogliono perdere il potere di inserirsi nei giudizi politici. Ma i laici cristiani non hanno bisogno di riconoscimenti, di autorizzazioni e quindi possono prontamente partire, e ci auguriamo che finalmente lo facciano.                                         

In attesa, siamo cristiani abbandonati a noi stessi.

Visite: 44